Sabato 21 febbraio l’Istituto Confucio ha partecipato a Barolo (CN) a una iniziativa nata da una proposta dell’artista Enrico Arfero, in collaborazione con la Città di Barolo, dove da tempo il muro di contenimento alle porte del Comune langarolo è diventato una festa di colori e di suggestioni artistiche grazie a istallazioni di “street art” note ormai col nome di Barolo Wall. L’Istituto Confucio ha proposto un tema che coniuga molto bene la cultura cinese con quella del nostro territorio, ovvero l’importanza e la funzione del buon bere, per cementare amicizie e collaborazioni e per conservare un patrimonio prezioso di tradizioni e conoscenze. I cinesi conoscono sempre di più i nostri vini e il Barolo è noto come bevanda pregiata e nobile. Nel contempo, si tramandano da millenni una cultura delle libagioni che, pur se non basata sul vino d’uva, si intreccia con una filosofia di vita capace di mettere al centro l’amicizia, la buona compagnia, il piacere della convivialità. Su queste basi, l’Istituto Confucio ha proposto di “portare a Barolo” il grande poeta cinese Li Bai, universalmente noto come artista sommo che nell’alcool indubbiamente trovava fonte di ispirazione. Li Bai brinda alla luna, rappresentata dalla divinità femminile che la impersona Chang’e e celebrata anche dal rimando a una navicella spaziale che ricorda le conquiste tecnologiche di un paese che non dimentica le sue radici e che a quella divinità ha voluto intitolare i propri programmi spaziali.