Conferenza Mondiale sulla Lingua cinese: un importante riconoscimento relativo alla didattica attraverso AI

Conferenza Mondiale sulla Lingua cinese: un importante riconoscimento relativo alla didattica attraverso AI

Nel corso della annuale Conferenza Mondiale sulla Lingua Cinese, che si tiene ogni anno in questo periodo a Pechino, particolare enfasi è stata posta sulle opportunità di rinnovo della didattica aperte dallo sviluppo della AI e delle sue applicazioni nell’ambito specifico della formazione.Il Convegno ha ospitato una importante sessione dedicata alle “pratiche innovative” applicabili all’insegnamento del cinese come L2 o L3, tanto a livello universitario, quanto all’interno dei curricula delle scuole medie, superiori e inferiori, e persino dell’istruzione di primo grado.
La sezione sinologica del nostro Ateneo ha svolto e svolge un lavoro di avanguardia in questo ambito: il Piemonte è una delle regioni italiane in cui è maggiormente diffuso l’insegnamento del cinese nelle scuole medie superiori, con 11 istituti che ospitano corsi inseriti nel curriculum regolare di studi e 9 che ospitano la lingua cinese tra gli insegnamenti e i corsi elettivi. Il modello vincente, che ha permesso uno sviluppo significativo dell’insegnamento della lingua al di fuori dell’ambito universitario, è stato creato grazie a una stretta sinergia tra Ufficio Scolastico Regionale, Università e Istituto Confucio. Il ruolo di quest’ultimo è stato cruciale poiché, attraverso specifici programmi sostenuti dal Governo cinese, è stato possibile garantire in tutti gli Istituti scolastici la presenza di un docente madrelingua che affianca l’insegnante italiano titolare dell’insegnamento. I docenti italiani sono quasi senza eccezione laureati di UniTo, molti dei quali oramai stabilizzati e di ruolo.
La stretta collaborazione tra docenti italiani e cinesi, in costante dialogo con le università – UniTo ed East China Normal University (ECNU) – e con l’Ufficio Scolastico Regionale, ha consentito di esplorare nuove strade con notevole anticipo anche rispetto al generale quadro nazionale.
UniTo, East China Normal University e Istituto Confucio la scorsa estate hanno ospitato il primo Seminario di formazione sulla didattica del cinese progettata con l’utilizzo della AI (“La didattica intelligente. Insegnare il cinese con l’intelligenza artificiale” – Chamois (AO), 26–29/06/2025), con la partecipazione di una ventina tra docenti universitari e delle scuole medie superiori, provenienti da tutto il paese.
ECNU ha condiviso con i partecipanti la propria piattaforma sperimentale Shuishan, nutrendola dei dati forniti dalla parte italiana, che ha inserito nella app contenuti e modalità presenti nei testi di didattica del cinese pubblicati in Italia e utilizzati nelle scuole e all’Università. I docenti italiani rimangono tutt’oggi parte attiva del progetto, con l’obiettivo di costruire un prodotto tailor made per gli apprendenti italiani.
L’iniziativa è stata fortemente apprezzata anche dalla parte cinese, ed è stata presentata all’interno del Convegno mondiale di Pechino come “pratica virtuosa” nella sezione dedicata alla innovazione della didattica attraverso la AI. All’Istituto Confucio dell’Università di Torino, in virtù di queste “buone pratiche”, è stato conferito un riconoscimento alla fine della giornata di studi. Va notato che soltanto una quindicina di Istituti Confucio, sugli oltre 500 esistenti nel mondo, sono stati insigniti di questo riconoscimento.



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